Shakespeare, da Messina a Londra il passo è breve

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Shakespeare era italiano, ci sono bufale fondate sul nulla e ci sono studi di settore sull’argomento. In questo post facciamo il punto della situazione.
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William Shakespeare o Michelangelo Florio?

Essere o non essere, rivelazione o ennesima bufala? Due cose sono certe: la prima è che l’articolo pubblicato da un sito livornese (sky24ore ndr.) che racconta di come sia stato rinvenuto l’atto di nascita italiano di Shakespeare è una bufalona; la seconda certezza è che da anni ormai ci si interroga veramente sull’origine e sul luogo di nascita dell’autore del Macbeth e del Coriolano.

Questo perché, in effetti, sulle origini di William Shakespeare c’è sempre stata una nebbia fitta: poeta e drammaturgo inglese, nasce a Stratford-upon-Avon, in Inghilterra, nel 1564, notizie ufficiali, ma non certe visto che della biografia di Shakespeare si sa ben poco e questo apre a ogni possibilità per chi lo vuole italiano di Messina.

La tradizione vuole che sia nato il 23 aprile da una famiglia inglese benestante – il padre era un mercante, la madre parte della piccola nobiltà terriera – Shakespeare ebbe tre figli (uno di questi morto ad appena 11 anni) dal matrimonio, forse riparatore, con Anne Hathaway nel 1582.

Shakespeare recita e scrive per il teatro, si trasferirà a Londra ed è lì che conquisterà una certa fama. Nella vecchiaia torna a Stratford-upon-Avon, dove acquista un’imponente casa, New Place, dove morì il 23 aprile 1616 e fu sepolto nella chiesa di Stratford. Giorno del suo compleanno.

MIZZICA! SHAKESPEARE È ITALIANO

Ok, azzeriamo tutto. L’emblema della letteratura inglese, forse l’autore più conosciuto e riconoscibile del mondo è italiano, o meglio c’è chi lavora per dimostrarlo. Si parte dal presupposto che molte delle opere scritte da Shakespeare sono ambientate in luoghi che l’autore non avrebbe visitato, almeno secondo la sua biografia ufficiale. Questa è comunque una curiosità interessante.

Mizzica!Se siete siciliani, riconoscerete sicuramente quest’espressione che è la manifestazione in parola dello stupore, ora la domanda è: come fa uno scrittore che nasce nel Warvickshire a inserirla nel suo “Molto rumore per nulla”, ambientato a Messina? – è vero, Emilio Salgari ha scritto della Malesia e del Sud-Est asiatico senza esserci realmente stato, ma tant’è!

Coincidenza o meno, a Messina lo stesso giorno della data di nascita ufficiale di William Shakespeare nasce Michelangelo Florio che è l’autore di “Tantu traficu ppi nenti” – se Shakespare avesse tradotto in siciliano il suo “Molto rumore per nulla”, il titolo pensato da Florio sarebbe stata la traduzione migliore – Florio scrisse anche una raccolta di proverbi dove a quanto pare, ci sarebbero citazioni poi riprese in opere dell’inglese.

MA CHI È MICHELANGELO FLORIO?
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Il professore Martino Iuvara di Ustica, docente di Letteratura Italiana all’Università di Palermo

Michelangelo è figlio di Giovanni Florio e Guglielmina Crollalanza – altro fatto interessante: se volessimo tradurre “Crollalanza” in inglese, un’ottima opzione sarebbe Shake (Scrolla)-speare (lancia) e quindi Shakespeare – i Florio raggiunsero l’Inghilterra, erano calvinisti e scapparono dalla terra natale per salvarsi.

Queste teorie interessanti e sorprendenti sono state sollevate da un uomo, un professore che ha dedicato tutta la sua vita a ricerche e studi condotti in prima persona sull’argomento e su quanto avevano già sostenuto altri tra cui Paolo Viganò che fu tra i primi in assoluto a sollevare dubbi sulla nazionalità di Shakespeare. L’uomo in questione è il professore Martino Iuvara di Ustica, docente di letteratura italiana all’Università di Palermo.

LA TESI DI MARTINO IUVARA DI USTICA

Iuvara è finito anche sul Times, quando il quotidiano inglese scriveva:

«Il mistero di come e perché William Shakespeare sapeva così tanto dell’Italia ed ha messo tanto dell’Italia nelle sue opere (ndr. 15 su 37 delle sue opere sono ambientate in Italia) è stato risolto da un accademico siciliano pensionato. La questione risiede nel fatto che Shakespeare non era affatto inglese, ma italiano».

Nel suo libro, Shakespeare era italiano – saggio Ispica novembre 2002, € 13,00 – Iuvara racconta di come i Florio fuggirono a Treviso dove vissero in una casa che aveva il nome “Otello”, guarda un po’, poi Michelangelo studiò e viaggiò molto tra Venezia e Mantova in Italia e tra la Danimarca, la Grecia e l’Austria nel resto dell’Europa.

Il padre di michelangelo fu trucidato perché calvinista a Venezia, così Michelangelo grazie alla relazione di amicizia stretta con Giordano Bruno, raggiunse l’Inghilterra grazie alla raccomandazione di quest’ultimo. È qui che Michelangelo Florio – secondo Iuvara – cambia identità e diventa il famoso William Shakespeare.

Iuvara è molto preciso, ci racconta che “grande merito del successo di Michelangelo/William andava al dotto e letterato cugino che lo aiutò nelle traduzioni dall’italiano all’inglese e alla moglie, sposata quando il drammaturgo aveva 28 anni, e di 8 anni più grande di lui”. Leggiamo in un editoriale di Gianni Monaco che:

“Ci sarebbero ben venti prove a confermare l’origine italiana dello scrittore. Quelle che seguono sono soltanto alcune. La commedia dialettale di Florio “Tantu trafficu ppi nenti” è identica a quella inglese “Much about to do”, apparsa molti anni dopo: in essa la parola “Sicilia” compare ben sei volte; il 40% delle opere del drammaturgo ha una trama italiana, soltanto il 20% una inglese; Shakespeare dimostra di conoscere sin troppo bene la Sicilia, riportando particolari che solo un geografo o un abitante dell’isola potrebbero conoscere; il nome con cui è conosciuto non è che la traduzione inglese di quello della madre “Guglielma Crollalanza”; Shakespeare aveva un’ottima padronanza dell’italiano; aveva il volto tipico del meridionale, un volto assai diverso rispetto a quello dell’inglese medio; già un suo contemporaneo, Harwei, faceva apertamente riferimento alle sue origini italiane”.

E c’è anche Giulietta nella vita di Michelangelo, giovane conosciuta durante i suoi viaggi in

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Copertina del libro di Martino Iuvara di Ustica – Skakespeare era italiano

Europa e di cui si innamorò, lei morì suicida anche a causa dell’opposizione della famiglia all’unione con Florio. Questa trama la conosciamo, non è vero?

Insomma, rivelazione o ennesima bufola, essere o non essere? C’è un’altra certezza, questo è un viaggio davvero interessante – ecco perché consigliamo il libro di Iuvara – che ha un personaggio e due biografie.

Gualtiero Sanfilippo

In ogni caso speriamo di avervi fatto venire voglia di rileggere un po’ di Shakespare, italiano o inglese che fosse. Sotto, i link con le opere a prezzo scontato su Amazon.it.

Questa tesi è stata affrontata anche da Roberto Giacobbo alla trasmissione Voyager Pif ne è certo: “Shakespeare era italiano”, lo ha detto ai microfoni di Asknews, eccone un estratto.

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PS: c’è anche un’altra teoria per cui, le opere del drammaturgo sarebbero da attribuire in realtà all’aristocratico elisabettiano, Edward de Vere, diciassettesimo conte di Oxford e c’è un film con una strepitosa Vanessa Redgrave che racconta proprio questo: si chiama Anonymoussotto trovate il trailer e un link al DVD da acquistare su Amazon.

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