Latino, il calcolo del tempo: il calendario giuliano e i mesi dell’anno

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In origine l’anno romano comprendeva dieci mesi, il primo era Martius e l’ultimo December che significa proprio decimo mese. L’aggiunta di Ianuarius e Februarius  portò i mesi a dodici rendendo la scansione dell’anno molto simile alla nostra.

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I nomi dei mesi sono tutti aggettivi perchè sottintendono il sostantivo mensis.

Ianuarius    Gennaio, mese in onore del dio Giano – giorni 31

Februarius   Febbraio, mese dei Februa ( i riti purificatori) – giorni 28

Martius     Marzo, mese in onore del dio Marte – giorni 31

Aprilis      Aprile, mese della dea Aprun (nome etrusco di Afrodite) – giorni 30

Maius       Maggio, mese di Maia (dea della fertilità) – giorni 31

Iunius      Giugno, mese in onore di Giunone – giorni 30

Quintilis   l’antico quinto mese che diventerà  Iulius in onore di Giulio Cesare – giorni 31

Sextilis     l’antico sesto mese che diventerà  Augustus in onore di Augusto – giorni 30

September  l’antico settimo mese – giorni 30

October     l’antico ottavo mese – giorni 31

November   l’antico nono mesegiorni 30

December   l’antico decimo mese – giorni 31

Il calendario giuliano

La più grande riforma del calendario romano fu quella di Giulio Cesare, che vide l’adozione dell’anno solare di 365 giorni con un giorno inserito ogni quattro anni dopo il 24 Febbraio, poiché questo giorno cadeva ante diem sextum Kalendas Martias venne chiamato ante diem bis sextum Kalendas Martias, da qui il nome di “anno bisestile”.

I giorni del mese

In origine il calendario romano aveva carattere lunare e ogni mese aveva tre giorni fissi:

Kalendas, le Calende erano il primo del mese

Nonae, le None erano il 5 del mese

Idus, le Idi erano il 13 del mese

Nei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre le None cadevano il 7 del mese e le Idi il 15.

Per indicare una data coincidente con uno dei periodi fissi si usava l’ablativo del giorno e del mese:

Kalendis Aprilibus   Il primo di Aprile

Per indicare, invece, un altro giorno del mese ci si regolava così:

  • se il giorno precedeva immediatamente una delle date fisse si usava l’avverbio pridie (il giorno prima) seguito dall’accusativo del giorno e del mese:

Pridie Kalendas Februarias  Il giorno prima delle Calende di Febbraio, ovvero il 31 gennaio.

  • se il giorno seguiva immediatamente una delle date fisse, si usava l’avverbio postridie (il giorno dopo):

Postridie Kalendas Decemnbres  Il giorno dopo le Calende di Dicembre, ovvero il 2 Dicembre

Per tutti gli altri giorni del mese, si calcolavano i giorni mancanti alla data fissa successiva (inclusi il giorno di partenza e di arrivo) e si completava l’espressione ante diem (anche abbreviata a. d.) seguita dall’ordinale dei giorni mancanti in accusativo più l’accusativo della data fissa:

Ante diem decimum Kalendas Septembres  Il decimo giorno prima delle Calende di Settembre, ovvero il 23 agosto.

Eliana Macrì

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