La nascita della filosofia greca: quello che bisogna sapere

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Il punto zero della filosofia è senz’altro la nascita della filosofia greca. Ecco tutto quello che bisogna sapere per non fare cattiva figura alla prima interrogazione di filosofia del terzo anno.
Polis
Le Poleis erano città-stato dell’antica Grecia.

Cosa è la filosofia e perché nasce proprio in Grecia? La filosofia nasce nelle colonie greche dell’Asia Minore e dell’Italia, quella che tutti conosciamo come Magna Grecia, intorno al VI-V secolo a. C. (Occhio, non pensate alla Grecia solo come un luogo del globo, ma anche come a un modo d’essere, lo capirete nelle righe successive).

Alla fine della Guerra di Troia nel 1184 a. C., molti eroi greci e profughi troiani si stabilirono in tutte le coste del mar Mediterraneo, creando nuove discendenze e condividendo tutto il loro bagaglio culturale. Qualcuno di voi avrà avuto un nonno o un familiare a cui piaceva camminare, usciva di casa la mattina presto – magari a volte vi portava con sé –  senza un’idea ben precisa sul cosa fare o dove andare,  lui gironzolava per le strade e  osservava la gente, ascoltava, parlava, si mischiava in quel mercato di voci e rumori che è la città.

Ebbene i greci facevano proprio questo: uscivano di casa senza un’idea precisa e raggiungevano l’agorà, la piazza dove il loro camminare lento tra la gente osservando e dialogando era un vero e proprio modo d’essere. Sapevate che il filosofo Aristotele, il grande maestro di Alessandro Magno, fondò una scuola, il Liceo, dove spiegava le sue lezioni camminando in un giardino? Da qui il soprannome di peripatetici dato agli allievi della scuola aristotelica da perì (intorno) e pateo (camminare). Il Fedro, uno dei dialoghi di Platone, comincia proprio così:

SOCRATE: Caro Fedro, dove vai e da dove vieni?

FEDRO: Ero con Lisia, ora me ne vado a spasso fuori le mura. Su consiglio di un amico comune, Acumeno, faccio i miei quattro passi all’aria aperta perché, dice, rinvigoriscono di più che passeggiare sotto i portici.

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Vi starete chiedendo cosa c’entra il camminare con il filosofare, ebbene la filosofia greca deve molto a questo modus vivendi: i greci passeggiavano e conversavano su tutti quei temi, quelle idee che stanno alla base di ogni civiltà umana e che determinano gli eventi storici e le grandi costruzioni che nel tempo l’uomo ha eretto – il bene, il male, la giustizia, l’amore, il bello – , si ponevano domande ed erano pronti a difendere le loro tesi con la stessa energia con cui le mettevano nuovamente in discussione.

D’ACCORDO, MA COSA È LA FILOSOFIA?

Secondo l’etimologia greca della parola, filosofia deriva da phileo (amare) e sophia (conoscenza), l’amore per il sapere. Questa definizione l’avete sentita mille volte e non basta per comprendere. Allora, ci tocca aggiungere, citando Aristotele, che la filosofia nasce dallo stupore e dalla meraviglia prima di fronte alle difficoltà più semplici e, in seguito, progredendo, verso problemi sempre maggiori.

Ebbene io vi dirò che la filosofia è indispensabile al nostro vivere quotidiano, ci aiuta a pensare con la nostra testa, a osservare e capire la realtà in cui viviamo, umana e non, a sapere motivare le nostre opinioni e a saperle mettere in discussione, ci aiuta pure a risolvere problemi della vita di ogni giorno, ma soprattutto ci insegna a porci delle domande come mezzo di continua crescita nella conoscenza di noi stessi e degli altri.

Discendiamo all’interno di noi stessi: più sarà profondo il punto a cui arriveremo, più forte sarà la spinta che ci farà risalire alla superficie. L’intuizione filosofica è questo contatto, la filosofia questo slancio. (Bergson)

DICEVAMO, PERCHÈ PROPRIO IN GRECIA?
Bertrand Russell
Bertrand Russell

Il filosofo inglese contemporaneo Bertrand Russell definisce la filosofia come quella terra di nessuno tra la scienza e la teologia. Sappiamo che da sempre l’uomo si è posto delle domande circa la sua origine e quella del mondo in cui vive, su tutti quei fenomeni naturali a cui assiste inerme e che lo hanno fatto sentire piccolo e impotente.

Se noi oggi abbiamo delle teorie più o meno consolidate è perché nel tempo queste domande sono state poste e ad esse si è risposto con gli strumenti di cui via via l’uomo disponeva. All’alba dell’umanità, la domanda e la risposta erano contenute nel mito, accesso ad una conoscenza sacra che andava sussurrata a denti stretti perché chiamava in causa l’entità divine.

Ebbene in Grecia il rapporto con le divinità era di gran lunga diverso da quello presente in altre civiltà, come per esempio quella egizia. Gli dei non erano poi così onnipotenti, come ci insegna il vecchio Omero, Zeus padre degli dei non poteva fare tutto ciò che gli passava per la testa, perché anche lui era soggetto al Fato o Necessità (in greco Ananke). Avevano inoltre tutti i vizi e i difetti propri degli uomini, la vita sull’Olimpo era il Sex and the city dell’antica Grecia.

La sede scelta dagli dei non è il cielo, ma un monte, in via immaginaria facilmente raggiungibile dagli uomini più coraggiosi. Questo rapporto umano con il divino unito al clima di libertà individuale e collettiva delle poleis greche fa della Grecia l’humus ideale per la nascita di un pensiero razionale che si pone domande e cerca risposte avvalendosi del solo uso della ragione. Proprio il passaggio dal mito all’osservazione della natura segna l’atto di nascita della filosofia.

Eliana Macrì

Adesso guarda la prossima lezione: Il concetto di natura per i greci e il primo filosofo Talete

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