Falcone, la testa decapitata allo Zen: è ora di dire basta, libri di testo contro la mafia

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È accaduto a Palermo, nel quartiere famoso in tutta Italia per essere uno dei più pericolosi, lo Zen – la zona espansione nord: davanti alla scuola Falcone-Borsellino c’è una statua proprio del giudice ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992, una o più persone l’hanno decapitata e poi hanno utilizzato il busto come ariete contro il muro dell’istituto scolastico.

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L’esterno della scuola Falcone-Borsellino allo Zen, a Palermo.

Ora, noi de laprofessoressa.it non siamo qui per farvi la cronaca dell’accaduto, siamo qui per fare insieme a voi una considerazione: nell’anno 2017, il 25esimo anniversario della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, accade questo e ci si sente spiazzati e il dovere di un insegnante è sapere rispondere alle domande, educare.

Il nostro ruolo è nobilitato nella storia, noi abbiamo offerto strade e vie da perseguire a migliaia di generazioni; il nostro mestiere, anzi la nostra professione non è da prendere alla leggera. Lo stesso Gesualdo Bufalino disse:

La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari.

E che cosa è oggi la mafia: un atteggiamento, un tono, una parola detta in un certo modo; la mafia oggi ha anche il colletto bianco, la mafia è negli autobus, nei parcheggi, nei centri commerciali, nei sacchetti della spesa e anche a scuola. Non possiamo fare finta di niente, la vediamo ogni giorno quando uno dei nostri alunni è tagliato fuori.

C’è un movimento di antimafia che non è sufficiente, c’è un movimento di antimafia che deve partire da noi, dalla scrivania di una scuola. Quando spieghiamo, quando interroghiamo, tra le nostre simpatie e antipatie. Pensiamo che quello che facciamo sia abbastanza, no non lo è. Mentre lo pensiamo, ore dopo l’atto vandalico alla Falcone-Borsellino dello Zen, in via Alcide De Gasperi a Palermo si viene a sapere che altri vandali hanno bruciato un cartellone con un’immagine di Giovanni Falcone posizionata davanti i cancelli di una scuola. Era uno dei cartelloni realizzati da un gruppo di alunni.

Allora interviene il sindaco, interviene il Presidente del Consiglio, ma non basta. Siamo noi a dovere intervenire, siamo noi a dovere fare muro, siamo noi la sfera d’amore che deve immunizzare ogni figlio che abbiamo. E ne abbiamo tanti, circa venti per classe.

Laprofessoressa.it è al fianco di tutti quegli insegnanti che sono contro la mafia ogni giorno, nei quartieri difficili e non. Quelli che la parola antimafia non la pronunciano e che l’hanno sostituita con la parola: libro di testo.

 

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