La biblioteca di classe: la guida per riempire di libri i nostri scaffali

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In questo post vi daremo qualche dritta per realizzare una biblioteca di classe e ovviamente vi suggeriremo una serie di letture.

La biblioteca di classe, non per forza fisica, ma anche astratta se consideriamo le letture da consigliare agli alunni durante il percorso scolastico. Ora, immaginiamo – e magari qualche classe in Italia già ce l’ha – di avere all’interno della nostra aula una serie di scaffali con dei libri posizionati in fila. Non certo un centinaio di titoli, ma almeno quelli che secondo noi sono indispensabili per una buona formazione.

Come comporre allora la nostra biblioteca? Dobbiamo intanto chiederci quali argomenti formativi tratteremo durante l’anno ed è vero, molti si ripetono ciclicamente – il nazismo, le migrazioni, il razzismo, il problema delle maschere, il rapporto con l’altro e con se stessi, la guerra, l’amore e tutti gli altri temi universali affrontati nelle scuole – per ognuno di loro, abbiamo pensato a uno o più libri.

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Il periodo del liceo è un’età di transizione, i ragazzi adolescenti iniziano a mutare nel corpo e nella mente. Per cui, non sembra per niente fuori luogo consigliare delle letture, dei romanzi di formazione, legati anche all’identità personale. In tal senso, ci sentiamo di consigliare dei libri che incarnano perfettamente quest’età di passaggio, di crescita.

Come per esempio, La linea d’ombra romanzo di Joseph Conrad del 1917 che racconta di un giovane marinaio e del suo percorso per diventare capitano della nave Orient. Un romanzo breve che ha tutti gli ingredienti per fare immedesimare nel protagonista il giovane che legge. Questa è una delle nostre prime scelte perché propone il continuo conflitto tra il “giovane” e il “vecchio”, del resto, è proprio quella “la linea d’ombra”, il punto di passaggio tra l’adolescenza e la maturità.

Altri romanzi che fanno al caso nostro sono il tanto bistrattato/amato Il giovane Holden che racconta dei conflitti interiori di Holden Caulfield, in procinto di abbandonare scuola e casa – Holden non è certo quello che si può definire un ragazzo modello, ma come tutti gli adolescenti ha un cuore idealista che soffre dell’urto con una realtà che spesso delude -; ma anche Il gabbiano Jonathan Livingston che incarna perfettamente il concetto di mutazione, di crescita e del fare “delle proprie caratteristiche o limiti”, un vero plusvalore. E ancora, molto gettonato tra i giovani, è lo scrittore israeliano David Grossman con il suo Qualcuno con cui correre: storia di Tamar e Assaf e della loro amicizia fraterna. Ma anche libri che attraverso le loro allegorie, per laprofessoressa.it, non possono mancare nelle giovani biblioteche: Siddharta di Hermann Hesse e L’alchimista di Paulo Coelho, in entrambi c’è il giovane dal grande potenziale inespresso che muta con il sacrificio.

I temi legati alla gerarchia, al lavoro di squadra e all’amicizia sono contenuti nel libro di William Golding, Il signore delle mosche: un gruppo di ragazzi britannici finisce su un’isola deserta, deve sopravvivere e decide di autogovernarsi. Il tentativo non andrà a buon fine. Abbiamo detto “isola deserta” e quindi, natura.

Il rapporto con la natura è uno dei temi contenuti in romanzi come Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway o Il vecchio che leggeva romanzi d’amore di Luis Sepulveda; nel primo, Santiago è un anziano pescatore che da 84 giorni non riesce a prendere neanche un pesce, così viene tacciato di essere sfortunato. Finalmente in una delle sue spedizioni riesce a pescare un pesce vela gigantesco, lo fronteggerà per tre giorni e tre notti, poi la natura avrà la meglio; nel secondo romanzo, Sepulveda ci racconta di Antonio José Bolívar Proaño, un vecchio che è costretto a dare la caccia e ad uccidere un feroce felino, questo perché il tigrillo – il felino in questione – ha sbranato alcuni uomini. Un libro molto tenero sia per questa storia d’avventura che per il carattere del protagonista, amante dei romanzi d’amore (c’è un motivo, ma lo scoprirete leggendolo).

Natura quindi viaggi e in questo settore non possiamo che consigliare qualsiasi libro d’avventura di Emilio Salgari o il più contemporaneo, Tiziano Terzani: Un indovino mi disse, per esempio è il libro che racconta dell’esperienza singolare dello scrittore in viaggio nel Sud-Est asiatico alla ricerca di un indovino o qualcosa di simile capace di predirgli il futuro – lui voleva confermare quanto un indovino cinese gli aveva predetto più di quindici anni prima, ovvero che nel 1993 avrebbe corso il rischio di morire. Il viaggio raccontato si svolge proprio in quell’anno, l’autore non prenderà l’aereo durante i suoi viaggi (è stato proprio l’indovino a raccomandarglielo).


Paesi lontani, culture lontane e quindi, il rapporto con il diverso, le migrazioni e allora qui, uno dei contemporanei maestri del genere è Khaled Hosseini, celebre per il suo Il cacciatore di aquiloni, ma noi consigliamo caldamente anche E l’eco rispose Mille splendidi soli, belli tanto quanto e forse anche di più del più famoso. Trame intrecciate per un viaggio in sentimenti mediorientali che non possono lasciare indifferenti, storie di affermazione e di sopravvivenza, amicizia profonda e amore. L’ideale per quei giovani ancora carichi di speranza per il futuro.

Dal rapporto con il diverso a quello con la terra: qui il titolo più classico potrebbe essere Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, ma anche Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini e La luna e i falò di Cesare Pavese. Cosa li accomuna? Un’eccezionale descrizione di una parte d’Italia che non c’è più e delle persone che la abitavano. Roma nel caso di Pasolini con le bande di ragazzini terribili che cercano di sopravvivere in un modo o nell’altro arrangiandosi all’indomani della guerra; Aliano (che in Cristo si è fermato a Eboli viene chiamata Gagliano) in Basilicata, descritta nell’esperienza autobiografica dell’autore, condannato al confino e costretto a vivere in una nuova comunità alla scoperta di una “civiltà diversa”; Infine, Santo Stefano Belbo, in Piemonte, dove si svolge la storia di Anguilla, giovane di ritorno dall’America: proprio al centro di questo romanzo, il suo rapporto con la terra natale ed è doverosa la celebre citazione:

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.


Il rapporto con la terra che diventa quasi una questione d’identità e allora come non citare alcune opere di Luigi Pirandello come Il fu Mattia PascalUno, nessuno e centomila che con un tono allegro e brillante affrontano temi di livello come le maschere che indossiamo nella società e appunto, il nostro essere, il nostro sentirsi. Ottime risposte alle domande che ogni giovane si pone: Chi sono? Cosa sono?

Sempre di Pirandello un titolo forte che può essere utile nell’affrontare il tema della donna e della sua lotta per l’emancipazione, è L’esclusa: Marta è accusata ingiustamente di tradimento, viene cacciata di casa e abbandonata, subirà una serie di ingiustizie tipiche della Sicilia di un secolo fa. La fine è degna del genio di Pirandello.

Contro il sistema, la critica sempre attuale della società in cui viviamo certamente c’è in 1984 e La fattoria degli animali di George Orwell: due titoli che non sono certo una novità, spesso vengono fatti leggere agli alunni. A molti il contenuto risulterà pesante, ad altri avrà l’effetto di un segno che si porteranno per il resto della vita. Un libro che possiamo consigliare in questa sezione e che può rappresentare una novità nelle classi è Cecità di José Saramago.

Opera complicata per la sua costruzione, lo stile di Saramago è davvero particolare: l’autore sceglie di non utilizzare nomi propri, non vengono utilizzate le virgolette e neanche i punti, solo virgole. Ma lo sforzo iniziale di adattarsi al testo viene ripagato da una storia avvincente, la storia di una società che perde la vista contemporaneamente e deve riuscire a percepirsi come può per sopravvivere.

Estetismo e filosofia: per la prima categoria i titoli sono sempre gli stessi (e per fortuna!), Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde – ma noi consigliamo anche De Profundis che per gli amanti del genere, permette di conoscere a fondo l’autore: tutte le sue debolezze e la brillantezza della sua scrittura – l’altro titolo non certo nuovo è Il piacere di Gabriele D’Annunzio.

Per quanto riguarda la filosofia, due sono i testi consigliati per chi si avvicina per la prima volta a questa materia: L’Apologia di SocrateIl mondo di Sofia, opere differenti, ma formative. L’ultima è un romanzo filosofico scritto da Jostein Gaarder, racconta di una ragazzina impegnata in una “caccia filosofica” davvero divertente.


Abbiamo lasciato per ultimi i temi più ricorrenti, il nazismo e la mafia. Nel primo caso, c’è una biblioteca infinita da prendere in considerazione: da L’amico ritrovato di Fred Uhlman a Se questo è un uomo di Primo Levi, da Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani a Il diario di Anna Frank; Il primo romanzo citato forse è la scelta migliore, ma i titoli sopra danno ognuno un aspetto diverso sul tema.


La mafia, scrivevamo sopra, anche in questo caso, i titoli sono molteplici. Noi partiamo dal presupposto che per combattere il fenomeno mafioso lo si debba conoscere e non solo fermandosi alle stragi famose. Per esempio, un libro – L’estate che sparavano –  di uno scrittore studioso di mafia che si chiama Giorgio D’Amato racconta dell’estate calda del 1982, quando in provincia di Palermo c’era una vera e propria faida mafiosa. Un periodo che molti non conoscono, ma che è molto importante per sapere decifrare gli equilibri mafiosi mutati nel tempo. E poi all’interno c’è una storia di amicizia davvero tenera. Se volete rimanere sul tradizionale, allora Leonardo Sciascia rimane la prima scelta, il titolo sarà Il giorno della civetta. 

Terminano così i nostri consigli letterari per la costruzione di una biblioteca di classe, ovvio le possibilità sono infinite come diversi sono i gusti degli alunni e dei professori, quindi se avete suggerimenti commentate il post con le vostre idee.

Gualtiero Sanfilippo

 

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