La rivoluzione del metodo: il professore che insegna filosofia con le serie tv

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In questo post vi raccontiamo di Tommaso Ariemma, il professore che spiega la filosofia servendosi delle Serie tv. 

Alla filosofia, spesso viene mossa una critica: viene accusata di essere troppo selettiva, di avere un linguaggio troppo complesso, di essere insomma poco democratica. Se fosse uno sport sarebbe il basket, se non sei alto almeno un metro e novanta non ci puoi giocare.

Ma c’è una rivoluzione in atto. Non sono pochi i professori che cercano in un modo o nell’altro di avvicinare i propri studenti al pensiero filosofico, utilizzando la letteratura, i cartoni animati, il cinema e le serie tv. Uno di questi è Tommaso Ariemma che in questo post si presenta così:

Sono un filosofo, che per dieci anni ha insegnato all’università, fatto ricerca e pubblicato volumi sui fenomeni della cultura di massa (cultura del corpo, social network, pratica del selfie, nuove serie tv). Da qualche anno insegno in un liceo, sfruttando proprie queste competenze per modificare radicalmente l’approccio didattico. Nell’ultimo libro “La filosofia spiegata con le serie tv” (Mondadori) racconto quest’avventura fatta con i ragazzi, piena di entusiasmo.

“Modificare radicalmente l’approccio didattico”, questa la missione di Tommaso e ai ragazzi sembra piacere davvero. Del resto, a chi non piacciono le serie tv.

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Per la sua intuizione, Tommaso è finito sulle pagine di tutti i giornali, sulle riviste e nei discorsi tra i giovani: “C’è quel professore lì che insegna filosofia con gli zombie di Walking dead“. Sì, perché questo professore ci porta sull’isola di Lost, tra le stanze della casa bianca di House of cards, con lui abbiamo anche preparato la Met di Breaking Bad e ascoltato Rust di True Detective con un orecchio nuovo. E poi, Tommaso ci dice che sotto tutto questo (e anche sopra) c’è filosofia e di livello, anche!

Serie tv come Lost, Breaking Bad, House of cards, True Detective e altre non sono solo semplice intrattenimento, ma anche forti provocazioni per il pensiero. Un ottimo mezzo, dunque, per allestire in classe una “scena” filosofica, capace di attirare gli studenti in un modo senza precedenti. Mettendo insieme filosofia e serie tv, filosofia e cultura pop, secondo le buone pratiche della “pop filosofia”, è possibile produrre esercizi filosofici molto stimolanti e produttivi. All’interno delle mie classi, proprio secondo l’intuizione del padre della Pop Art Andy Warhol, è nata così una sorta di “Factory” del pensiero. I nostri esperimenti sono tutti documentati sul blog tuttofastoria.wordpress.com e sulla pagina facebook “Scuola Pop. Filosofia e cultura di massa”.

Ma che cosa è la filosofia pop?

Viene voglia di tornare studenti solo per avere Tommaso come professore. Il suo metodo a

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Tommaso Ariemma, filosofo e autore del libro: “La filosofia spiegata con le serie tv”

qualcuno potrebbe anche non piacere, ma sulla sua originalità non sembra esserci discussione. E allora Il trono di spade è il nuovo manuale per ripassare Machiavelli e Hobbes, in True Detective noi de laprofessoressa.it ci avevamo visto Nietzsche, ma Tommaso ci aggiunge anche Parmenide, con Walking Dead rivediamo Aristotele e con Breaking Bad Hegel e Marx. Gli avevamo pure chiesto di The Leftovers, ma ci ha detto che lo potremo leggere nel sequel del libro – e anche questa volendo, è una notizia.

Serie tv a scuola, ma cosa diavolo sta succedendo. Magari adesso ci mettiamo pure in piedi sul banco a recitare poesie come ne L’attimo fuggente, insomma questo Tommaso Ariemma è un rivoluzionario e la sua nuova costituzione si fonda su un metodo di studio che deve scostarsi dal passato anche se, Tommaso avverte:

Finora è cambiato pochissimo: ancora poco contatto con i testi filosofici, ma soprattutto pochi esercizi di riflessione e scrittura propriamente filosofica. Da qualche anno la scuola è invasa da tecniche di insegnamento spacciate per innovative, quando la vera innovazione passa per una revisione dei contenuti e della loro applicazione. Gli studenti oggi devono essere capaci di produrre ebook, inchieste, meditazioni all’altezza dei tempi. In questa direzione, il metodo “pop filosofico” ha dato grandi risultati, proprio perché non tocca solo il lato tecnico dell’insegnamento, ma anche la sfera dei contenuti unendo divertimento e assoluto rigore.

Certo, qualcuno storcerà il naso pensando ad Aristotele spiegato attraverso i mugugni di Walking Dead, ma se il metodo funziona, merita rispetto e del resto, davanti a un’idea nuova, il mondo non si è mai dimostrato unito nella sua accettazione. Ci vuole il tempo e una mente illuminata che dia il via, Tommaso a “luce del pensiero” come sei messo?

Gualtiero Sanfilippo

Se il parallelismo cinema-filosofia vi piace, allora leggete questo: I mondi possibili e le sliding doors: la filosofia di Leibniz in un film

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